Focus su Koper e Rijeka: facciamo il punto sugli sviluppi infrastrutturali dei due vicini scali alto adriatici

Che l’Alto Adriatico abbia oramai (ri)assunto una nuova centralità strategica e geopolitica è un dato di fatto, come costituisce un dato di fatto la crescita complessiva dei traffici movimentati dal versante orientale dell’Alto Adriatico (Trieste inclusa, ovviamente) con conseguente “messa a terra” di una serie di rilevanti  interventi infrastrutturali atti ad accogliere nel modo più efficiente e sostenibile i crescenti volumi di merci che con origine dal Far East puntano direttamente al cuore dell’Europa.

È proprio il caso, allora, di gettare uno sguardo attento e curioso a ciò che accade a pochi chilometri da noi, nello scalo sloveno di Koper ed in quello croato di Rijeka, entrambi alle prese con una forte crescita dei traffici, in particolare containerizzati, per illustrare lo stato dell’arte in materia di sviluppo delle infrastrutture sia portuali che retroportuali.

Koper: il porto è un cantiere

Non sembri esagerato sostenere che il porto di Koper sia un cantiere in quanto sulle sue banchine e sulle immediate aree retroportuali sono in corso o sono appena ultimate alcune importanti opere infrastrutturali. Iniziamo dalle opere concluse. Da qualche settimana è infatti operativo il nuovo terminal crociere che, al posto della precedente struttura provvisoria, offre ai croceristi due piani da mille metri quadrati, dotati di sala principale e spazi per i controlli di frontiera, polizia e dogana. La recente inaugurazione assume un significato simbolico per lo scalo sloveno che celebra i primi vent’anni di crociere e ha segnato nel 2024 il dato migliore di sempre con 125 mila passeggeri registrati.  L’opera è costata 3,65 milioni di euro ed è stata portata a termine nei tempi, rapidi, previsti. Altra opera conclusa qualche giorno fa è quella relativa alla realizzazione di una nuova area di stoccaggio per 3.500 veicoli e di una officina dedicata da 900 metri quadrati. Si tratta di una ulteriore tappa nello sviluppo del settore delle autovetture con Luka Koper che punta, entro il 2026, a realizzare nuove aree di deposito con un aumento della capienza di 10 mila veicoli.  Sono in corso i lavori per una nuova banchina da 200 metri lineari e con un pescaggio di 12 metri da destinare alla movimentazione di project cargo e di breakbulk, come coils di acciaio, tubi, billette, lingotti. L’opera, che poggerà su 550 pali di acciaio infissi a 40 metri di profondità, potrà contare anche su di una rampa Ro-Ro. Last but not least ecco i lavori di potenziamento del terminal container.  È di inizio anno la notizia dell’ordine di acquisto di quattro nuove gru Rtg elettriche, che andrà a rafforzare la dotazione di 28 Rtg, di cui 15 elettriche. Le ultime ordinate (con consegna prevista entro il 2025) avranno anche batterie ausiliarie e la funzione intelligente Truck Lift Prevention.  E veniamo ai lavori di ampliamento del terminal contenitori. Dopo aver già ampliato il lato Sud del terminal, ora sono appena iniziati i lavori di estensione del lato Nord, con l’obiettivo di portare la capienza a fine lavori (2027) a 1,8 milioni di Teu annui.  Sono state già ultimate le operazioni di escavo del fondale a 16 metri e di preparazione dell’area. Di recente è cominciata l’infissione dei primi 250 pali. A fine lavori verranno realizzati 326 metri lineari di nuova banchina con due nuovi ormeggi e con sette ettari di nuovi piazzali. Il costo dell’importante intervento è di quasi 153 milioni di euro (al netto dell’Iva) ed è previsto un attento monitoraggio ambientale in corso d’opera.  Da notare, a quest’ultimo proposito, che Luka Koper, ben conscia dei rilevanti impatti derivanti dalle attività portuali sul centro cittadino, ha pubblicato un bando, a inizio anno, per finanziare interventi di mitigazione ambientale a favore dei residenti quali la sostituzione degli infissi, la ristrutturazione e l’isolamento delle facciate, dei tetti o l’installazione di sistemi di climatizzazione. I beneficiari potranno ricevere fino al 50 % della spesa sostenuta con precisi limiti massimi di importo. In base ad un accordo intervenuto col Comune di Koper, la società che gestisce lo scalo destina ogni anno per questi interventi 320.000 euro per cinque anni. Lodevole iniziativa, non c’è che dire.

Koper-Divaca: ora si vede la luce in fondo al tunnel

Stiamo parlando di un’opera fondamentale per spostare su ferrovia una quota crescente dei volumi di traffico movimentati a Koper. Il nuovo binario ferroviario tra Koper e  Divača costituisce indubbiamente una sfida tecnologica e finanziaria di forte impatto  anche per le finanze dello stato sloveno che per fronteggiare i costi di quest’opera (ad oggi superiori al miliardo di euro) ha fatto ampio ricorso ai fondi europei che con l’ultima assegnazione di fondi Cef (Connecting Europe Facilty) di 156 milioni di euro porta il totale dei finanziamenti europei connessi al progetto a circa 390 milioni di euro,  pari al 35 % del costo totale previsto.  A che punto siamo con l’opera? Il nuovo tracciato, lungo 27,1 chilometri, di cui oltre tre quarti in galleria con sette tunnel principali e tre imponenti viadotti, nelle sue opere strutturali di base è stato ultimato a luglio 2025. Da lì in poi sono partite le opere di attrezzaggio con i binari e tutti gli impianti complementari. Nonostante tutte le continue (e prevedibili) sorprese geologiche connesse alla natura carsica dei terreni attraversati (e che hanno portato ad un aggravio dei costi iniziali), è stata da ultimo confermata quale termine lavori la data di marzo 2026. Da notare che è già previsto, dopo la fine lavori sul primo binario, l’avvio del secondo binario che correrà in parallelo, costerà 354 milioni di euro e dovrebbe essere pronto nel 2030. A quel punto il tracciato storico (risalente al 1967) verrà dismesso e sarà trasformato in pista ciclabile. Per intanto, le informazioni più recenti ci dicono che sono stati già posati i primi sette chilometri di binari e che si è avviata anche l’attività di installazione di tutti i sistemi tecnologici. La volontà dichiarata dalla società pubblica 2TDK (incaricata della realizzazione dell’opera) è quella di accelerare i tempi (anche con nuove assunzioni mirate) per rispettare la tempistica di marzo 2026 e rispondere così alle pressanti richieste di un cliente fondamentale quale Luka Koper.

Rijeka: oramai pronto il nuovo terminal Rijeka Gateway

Il nuovo terminal contenitori Rijeka Gateway è ormai pronto a diventare operativo con la prospettiva di movimentare in un anno fino ad un massimo di 650.000 Teu. È infatti notizia di qualche mese fa che il terminal (gestito da una società mista tra APM Terminals del gruppo Maersk e la croata Enna) ha completato l’installazione dell’equipment ed è quindi pronto ad accogliere le prime navi a partire da settembre prossimo. A conferma, è già stata ufficializzata la notizia del trasferimento al nuovo terminal del servizio Gemini (costituito dall’accordo di cooperazione Maersk/Hapag Lloyd) in precedenza attestato sul terminal Adriatic Gate Container Terminal. Dunque, prima tranche del rilevante investimento privato (di circa 200 milioni di euro) portata felicemente a termine con previsione di occupazione per 130 persone, che diventeranno 300 a regime, il tutto in un terminal fortemente automatizzato.  Restano, però, alcuni punti interrogativi in merito all’accessibilità ferroviaria al nuovo terminal ed in genere all’area portuale di Rijeka. Infatti, se sul lato stradale i collegamenti alla rete autostradale sono stati realizzati e sono stati implementati i gate di accesso al porto, restano piuttosto disarmanti le recenti dichiarazioni del Ministro  croato dei Trasporti Butkovic che, in attesa (non si sa quanto lunga) dei lavori di potenziamento sulla tratta ferroviaria  Skrljevo-Rijeka-Jurdani  e sull’intera linea di pianura verso il confine ungherese, non ha potuto far  altro che affermare la necessità di “ottimizzare l’uso dell’attuale infrastruttura ferroviaria, per garantire la competitività del trasporto intermodale”.  Come dire che occorre arrangiarsi con quello che c’è ma, se le prospettive di sviluppo dei traffici si dovessero davvero concretizzare, non è difficile prevedere problemi di congestionamento nell’ordinato e regolare flusso delle merci in arrivo ed in partenza nello scalo croato. (m.z.)