Per rafforzare il settore marittimo, compresi porti, trasporti marittimi e cantieristica navale, agli inizi di marzo, la Commissione Europea ha adottato la nuova Strategia Portuale Europea – COM (2026) 112 final [1] – e la Strategia Marittima Industriale dell’UE – COM (2026) 111 final [2]– che tracceranno la rotta verso un settore più:
- Competitivo
- Innovativo
- Sostenibile
- Sicuro
- Resiliente
Si tratta di una delle iniziative prioritarie previste nell’ambito della “Bussola della Competitività dell’UE”, del “Patto Europeo per gli Oceani” e del programma “Protect EU”.
Le strategie [3], che si concentrano sui porti, il trasporto marittimo e la costruzione navale, contribuiranno a garantire condizioni di parità, a rafforzare la competitività e a garantire investimenti per i porti e i settori dei trasporti marittimi e della cantieristica navale, oltre a promuovere l’uso di tecnologie pulite e digitali. Aumenteranno la resilienza del settore alle minacce fisiche, informatiche e ibride e affronteranno l’attuale instabilità geopolitica perseguendo gli interessi dell’UE a livello internazionale, sostenendo lo sviluppo di infrastrutture di difesa e a duplice uso e promuovendo la creazione di posti di lavoro di qualità in Europa.
Le nuove strategie mirano a trasformare e modernizzare l’intero ecosistema marittimo europeo, intervenendo su tre ambiti principali: porti, trasporto marittimo e cantieristica navale. L’obiettivo generale è rafforzare la leadership dell’Europa nel settore marittimo globale, promuovendo al tempo stesso la transizione ecologica, l’innovazione tecnologica e la sicurezza delle catene logistiche.
Tra gli elementi centrali figura il ruolo dei porti, considerati infrastrutture chiave non solo per il commercio ma anche per la sicurezza economica e la transizione energetica del continente, destinati a diventare sempre più hub logistici avanzati e centri energetici strategici, capaci di supportare nuove filiere industriali legate alle energie rinnovabili, all’idrogeno e alla decarbonizzazione dei trasporti.
A ben vedere, i porti europei si stanno già evolvendo oltre i loro ruoli tradizionali, fungendo da hub per nuovi poli industriali e di innovazione. Svolgono inoltre un ruolo fondamentale per l’approvvigionamento energetico, la sicurezza, la difesa e l’economia blu dell’UE.
Fonte: Commissione Europea
Pertanto, i pilastri chiave della Strategia Portuale dell’UE sono centrati su:
- Sicurezza strategica e autonomia:la strategia affronta l’elevata dipendenza da investitori stranieri, in particolare cinesi, controllati dallo Stato nei gateway marittimi critici, proponendo uno screening più rigoroso degli investimenti.
- Porti come hub industriali:le infrastrutture portuali (banchine, terminal, ferrovie) sono ora considerate asset industriali fondamentali per supportare la transizione energetica.
- Trasformazione digitale: il miglioramento della sicurezza informatica e delle infrastrutture digitali è fondamentale per rendere i porti più resilienti ed efficienti.
- Investimenti infrastrutturali:rafforzare la connettività e ammodernare le infrastrutture fisiche per gestire scambi commerciali più numerosi, diversificati e sicuri, con 200 milioni di euro già mobilitati per dogane e sicurezza nel 2020.
- Competenze e Formazione del settore marittimo, con programmi per lo sviluppo di nuove competenze e riqualificazione della forza lavoro, per adottare nuove tecnologie e pratiche operative “green”.
Fonte: Commissione Europea
Parallelamente, la Strategia Industriale Marittima, prevede tre pilastri per rafforzare la navigazione e la costruzione navale dell’UE:
- Costruire, Equipaggiare e Riparare: si concentra sul rafforzamento delle capacità manifatturiere marittime europee e della leadership tecnologica, favorendo la sovranità industriale dell’UE e creando sinergie lungo tutta la catena del valore marittima.
- Transport and Connect: include misure per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la connettività del trasporto marittimo, semplificando la rendicontazione e le procedure amministrative per la navigazione e supportando la transizione verde e digitale.
- Proteggere e Salvare: mira a rafforzare le capacità di mobilità navale, subacquea, a doppio uso e militare dell’Europa, mobilitando vari strumenti per supportare la capacità produttiva navale.
In quanto tali, le Strategie però non rappresentano vere e proprie iniziative legislative e si limitano a fornire un quadro di visione a cui dare seguito con piani d’azione più concreti e proposte di legge. Pertanto, per garantire l’efficace attuazione delle Strategie, la Commissione istituirà un Consiglio di alto livello per le industrie marittime e i porti, presieduto dal Commissario responsabile e dai Vicepresidenti esecutivi.
Apprezzamento pressoché unanime per la decisione della Commissione è stato manifestato dall’intero settore marittimo-portuale europeo, dai porti agli armatori, ma anche da terminalisti ed operatori, che hanno accolto con soddisfazione le nuove linee strategiche sull’industria dei porti e dei trasporti marittimi.
Tra gli elementi più apprezzati figura la proposta di destinare i proventi ETS degli Stati membri al sostegno dei combustibili e delle tecnologie pulite per la navigazione. Una misura che, secondo il Presidente della Federazione del Mare, potrà accelerare la transizione energetica del settore, evitando al contempo doppi pagamenti grazie a un futuro riallineamento tra normativa UE e misure globali dell’IMO. Ma anche il lancio di un’alleanza europea per le catene del valore industriali marittime, che avrà il compito di riunire imprese, istituzioni, centri di ricerca e operatori del settore per favorire investimenti, innovazione e cooperazione industriale, rafforzando così l’integrazione tra i diversi attori della filiera marittima europea, a sostegno della competitività dell’Europa rispetto ai principali concorrenti internazionali.
Altro motivo di soddisfazione è la conferma del proseguimento delle Linee guida degli Aiuti di Stato, strumento chiave per la competitività del settore marittimo, come anche il fatto che la strategia ponga l’accento su un quadro normativo e fiscale chiaro e funzionale, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese, nonché l’attenzione rivolta dalla stessa alla competitività e alla decarbonizzazione.
Nonostante l’apprezzamento manifestato dai principali stakeholders, non sono mancate però reazioni critiche o spunti di riflessioni su alcuni aspetti specifici della strategia portuale, come il giudizio dell’Associazione degli operatori portuali tedeschi “ZDS”, che chiede maggiori finanziamenti e un approccio più orientato alla crescita dei porti come infrastrutture strategiche per l’economia europea. Nello specifico, come riportato dalla stampa specializzata, secondo ZDS, la strategia rimane troppo difensiva, mancando una chiara volontà di rafforzare i porti europei quali motore di crescita. Ma soprattutto, la strategia non affronta ancora adeguatamente i requisiti infrastrutturali e sovrastrutturali; da qui la pressante necessità di migliorare il finanziamento pubblico dei porti. Ed ancora, per l’associazione, il fattore cruciale sarà il modo in cui le linee guida e i regolamenti annunciati saranno attuati nella pratica.
Infine, secondo il Commissario europeo per i Trasporti Sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikōstas l’industria marittima europea si trova attualmente di fronte a sfide complesse – “dalla crescente competitività globale all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche” – e le due Strategie redatte da Bruxelles sono pensate proprio per fornire alcuni suggerimenti su come affrontarle. (m.d.f.)
[1] 8a1a9516-8efd-44ca-b308-4b3cafc59f38_en
[2] 2cda36ec-b5fc-4cc9-9091-a8014ba8177e_en
[3] https://transport.ec.europa.eu/transport-modes/maritime/eu-ports-and-industrial-maritime-strategies_en

