Presentato il volume curato dal prof. Sergio Bologna e da Claudio Orelli il 5 marzo scorso
Nel 2021 l’AIOM ha collaborato alla pubblicazione, presso l’editore Asterios di Trieste, di una ricerca intitolata Agli inizi del container. Il Lloyd Triestino e le linee per l’Australia. Alla fine del 2025 è uscito un secondo volume, intitolato Il Lloyd Triestino e la rivoluzione del container. Il consorzio MAFECS di linee per l’estremo oriente (1974-1980), pubblicato in un’elegante veste grafica dal Museo del Mare di Trieste e presentato davanti a un folto pubblico il 5 marzo scorso al Palazzo Gopcevich. In ambedue i volumi c’è un breve scritto di Zeno D’Agostino, l’ex Presidente dell’Autorità Portuale che decise di appoggiare questo progetto di ricerca, fortemente voluto e portato a termine da chi per alcuni anni è stato Presidente dell’AIOM.
L’introduzione del container e quindi dell’intermodalità nel trasporto marittimo delle merci può essere considerata una delle maggiori innovazioni tecniche del Novecento, un’innovazione che ha cambiato il volto della flotta mondiale. Il Lloyd Triestino ha saputo rapidamente approfittare di questa opportunità in un momento estremamente difficile della sua storia secolare: la crisi del trasporto passeggeri di linea su lunghe distanze, surclassato dal trasporto aereo, e la crisi di Suez che portò alla chiusura del Canale per otto anni, dal 1967 al 1975, rendendo assai difficile per i porti mediterranei, ma soprattutto per Trieste, stabilire dei collegamenti con il Far East. Quando nasce il consorzio MAFECS però il Canale viene riaperto e il Presidente egiziano Sadat invia il suo ambasciatore in Italia a darne notizia al Lloyd Triestino prima ancora di darla a tutto il mondo. Questo ci fa capire il prestigio di cui godeva Trieste e la sua economia marittima a quel tempo!
Le due ricerche sono state rese possibili dalla cortesia della società che ha permesso di esaminare i verbali del CdA del Lloyd, una fonte che non era mai stata scandagliata con tanta pazienza e precisione, come quella che vi hanno dedicato i due curatori del volume. L’altra fonte, importantissima, che si è rivelata piena di sorprese, è costituita dalle testimonianze di donne e uomini che hanno vissuto direttamente quella esperienza e che la ricordano come un momento importante ed esaltante della loro esistenza. Moltissimi erano presenti di persona al Palazzo Gopcevich e parecchi non hanno potuto nascondere la loro emozione.
Ripercorrere la storia di quel momento cruciale per lo shipping mondiale, come dice D’Agostino nei suoi brevi scritti, significa capire meglio quello che avviene oggi sotto i nostri occhi. Historia magistra vitae si diceva una volta. L’AIOM è lieta di aver offerto questo omaggio alla città di Trieste e al suo universo marittimo-portuale. Ma questo non sarebbe stato possibile senza la disponibilità del Comune e l’interessamento della dott.ssa Patrizia Fasolato, responsabile dei Musei Scientifici e del dott. Andrea Bonifacio, conservatore del Museo del Mare. (s.b.)
