Il periodo attuale comprende una serie di avvenimenti, alcuni evidentemente connessi fra loro, altri molto più complessi da individuare e soprattutto collocare, ma comunque parte del puzzle mondiale che sta evolvendosi e portando alla scoperta della sua immagine finale dove il mondo probabilmente sarà molto diverso nei suoi nuovi equilibri da quello che abbiamo conosciuto in particolare dopo la caduta del muro di Berlino.
La velocità e complessità degli avvenimenti rendono difficile una qualsiasi analisi del momento ma ancor più una previsione della sua evoluzione.
Iniziamo comunque con una scaletta cronologica degli avvenimenti succedutisi dopo la pubblicazione della precedente newsletter e di quelli fondamentali prossimi.
- 20/9 elezioni in Russia per il rinnovo della Duma, con conferma degli attuali equilibri interni di vertice;
- 22/9 firma dell’accordo USA Danimarca su Groenlandia (gli USA avevano già da tempo in essere ampie agevolazioni e concessioni per le basi militari presenti dalla fine della Seconda guerra mondiale) ma questo accordo praticamente blinda tutto il territorio da possibili inroads di altre potenze specialmente in vista di un aumento dell’interesse strategico ed energetico sull’Artico;
- 24/9 Incontro Trump-Xi Jinping a Washington: visita storica e molto curata nella parte anche simbolica, prodromica a futuri sviluppi degli accordi fra i tre grandi e che avrà il suo seguito nel confermato incontro trilaterale di Shenzen in novembre;
- 4 ottobre elezioni Brasile il cui risultato richiede il ricorso al ballottaggio fra il Presidente in carica Lula ed il candidato Flavio Bolsonaro;
- 24/9 Vladimir Putin viene invitato a Miami dal Segretario di Stato USA Marco Rubio per il summit G20 di dicembre prossimo;
- 26/9 il presidente Putin conferma la sua presenza al meeting APEC del 18-19 novembre a Shenzen, mentre per Miami la Russia ringrazia dell’invito, ma sarà forse rappresentata dal ministro degli Esteri Sergej Lavrov;
- 6/10 l’Arabia Saudita invoca l’applicazione del recente “Mecca agreement” per sostenere la sua difesa dagli Houthi yemeniti;
- 6/10 viene nominato il Presidente del Parlamento della Sassonia-Anhalt nella persona di Tobias Rausch (AfD), per la prima volta in Germania e anche con i voti trasversali determinanti di altri partiti;
- 7/10 incontro Gruppo Med9 [1] a Spalato: con la presenza dei vertici dei paesi aderenti Italia inclusa. Presenti anche come rappresentanti dei vertici UE Ursula von der Leyen e Antonio Costa;
- 14/10 viene annunciata una vista a Mosca del capo dell’FBI Kash Patel, poi però smentita all’ultimo momento;
- 17/10 iniziati gravi disordini di piazza in Francia;
- 22/10 Egitto annuncia invio aiuti militari all’Arabia Saudita esclusivamente a scopi difensivi; decisione approvata definitivamente il 26 ottobre dal Parlamento egiziano;
- 25/10 ballottaggio per la presidenza del Brasile fra Lula da Silva e Bolsonaro jr., con esito favorevole al primo. Sussistono contestazioni della parte soccombente per la decisione della Corte Elettorale brasiliana (TSE) di estendere l’orario di apertura dei seggi di due ore con seggi già aperti e perdipiù con scrutini già in corso;
- 27/10 elezioni in Israele con esito estremamente incerto secondo i previsori politici;
Prossimi eventi principali:
- 4/11 elezioni Mid terms USA con esito incerto e sui quali i sondaggi resi pubblici sembra non siano sufficientemente attendibili;
- 18-19/11 APEC summit a Shenzen (Cina) durante il quale è previsto il primo storico trilaterale Xi Jinping-Putin-Trump;
- 29/11 elezioni in Spagna con al momento previsione di vittoria per un governo di coalizione di differente indirizzo rispetto a quello caduto il 5/10.
Come si vede l’incertezza e l’instabilità regnano sovrane e così sarà almeno fino a fine novembre.
Per quanto ci riguarda la speranza è che il tutto non influisca sui traffici marittimi dei grandi flussi e in particolare per quelli Cina-Europa dove attualmente l’Europa è un vaso di coccio in mezzo a due (anzi tre) vasi di ferro.
Tuttavia, noi cocciutamente riteniamo che i rapporti USA-Europa alla fine rimarranno nei termini del documento “National Security Strategy of the United States of America” del novembre 2025 di cui riportiamo solo un passaggio – trovasi a pag.30 del documento – invitando comunque gli interessati al tema a leggere attentamente tutte le 33 pagine del documento stesso che riflettono l’attuale e prossima-futura posizione degli USA, con un probabile non lontano avvicinamento con i BRICS.
“Yet Europe remains strategically and culturally vital to the United States. Transatlantic trade remains one of the pillars of the global economy and of American prosperity. European sectors, from manufacturing to technology to energy remain among the world’s most robust. Europe is home to cutting-edge scientific research and world-leading cultural institutions. Not only can we not afford to write Europe off—doing so would be self-defeating for what this strategy aims to achieve”.
Quindi l’Europa dovrebbe “salvarsi” non per merito suo ma semplicemente perchè non si può lasciarla cadere.
Se cade l’Europa infatti cade anche il traffico commerciale dalla Cina e quindi la stessa non può sostenere il minimo valore di crescita annuale del pil che le è necessario per sopravvivere ovvero del 3-4%. Sembra un paradosso per la più grande economia del mondo ma così è.
Se va in difficoltà la Cina vanno in pesante difficoltà anche gli USA considerati i delicati equilibri finanziari esistenti.
Ecco allora che “la provincia autonoma Europa” continua ad essere essenziale per gli equilibri del mondo anche nel probabile nuovo assetto trilaterale (o triumvirale?) che si va formando.
Quindi stante l’invulnerabilità economica e commerciale dell’Europa, crescita dei traffici stimata a go-go, come conferma un ulteriore ordine di 20 navi da 24.000TEU da parte di MSC, che si aggiunge al già imponente piano di nuove costruzioni ordinate da questo vettore.
Tendenza confermata anche dagli altri top dello shipping, Maersk in testa.
Quindi sentiment positivo per il futuro almeno fino al 2030 “finger crossed…” (di.s.).
[1] Il MED9 (noto anche come Euro-Med 9) è un gruppo informale nato nel 2013 che unisce nove Stati membri dell’Unione Europea situati nel bacino del Mediterraneo e nell’Europa meridionale. Il suo scopo principale è favorire una cooperazione politica di vertice e coordinare posizioni comuni sui dossier europei più rilevanti, agendo come una cabina di regia per portare le istanze dell’Europa del Sud all’attenzione dei vertici UE.