Accordo Mercosur/UE: vantaggi e criticità
Il blocco del Mercosur comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Anche la Bolivia è membro, ma non parte contraente, dell’accordo.
Dopo 25 anni di negoziati, l’UE e il Mercosur hanno finalmente siglato l’accordo, che dovrebbe creare una delle più grandi zone di libero scambio al mondo, coprirà oltre 700 milioni di persone e rappresenterà il 20% del PIL globale.
Il 21 gennaio l’Europarlamento ha rinviato alla Corte europea di Giustizia l’accordo di partenariato appena firmato dal presidente della Commissione Europea in Paraguay.
L’accordo incontra ancora una forte opposizione, soprattutto in Francia e dal settore agricolo. Con uno stupefacente moto di resistenza passivo-aggressiva, il Parlamento europeo ha chiesto un parere giuridico alla Corte europea di Giustizia. Viene rimandato il benestare definitivo, visto che di solito per pronunciarsi la Corte impiega almeno 18 mesi. Sono state dirimenti le defezioni di alcuni membri della coalizione tra Partito Popolare Europeo e Alleanza dei Socialisti e Democratici; ora la Commissione dovrà decidere se applicare il trattato in via provvisoria o attendere. Nel momento in cui scriviamo a Bruxelles si sta discutendo dell’approvazione provvisoria.
Tariffe attualmente in vigore
Nella tabella sottostante è possibile rendersi conto della gravosità dei dazi attuali osservando la colonna Maximum rate.
Ad esempio, un importatore sudamericano di macchinari prodotti in Europa al momento paga un dazio del 35% alla dogana sudamericana; mentre in Europa per l’importazione di prodotti alimentari si paga il 74.9%. Facendo riferimento a questi numeri, segue l’analisi in senso lato.
Gli scambi commerciali tra l’UE e il Mercosur in questo momento si scontrano con significative barriere tariffarie, rendendo l’esportazione o l’importazione di molti beni costosa. L’accordo elimina i dazi su circa il 91% dei beni scambiati tra i due blocchi, liberalizzando il 90% delle importazioni industriali europee e il 93% dei prodotti agricoli, riducendo progressivamente le barriere tariffarie e non tariffarie. Altri importanti aspetti dell’Accordo includono:
- Clausole per la sostenibilità ambientale e sociale, con riferimento all’Accordo di Parigi;
- la tutela di circa 350 indicazioni geografiche europee;
- maggiore tutela degli investimenti e convergenza regolamentare;
- maggiore accesso ai minerali critici;
- l’apertura dei mercati dei servizi e appalti pubblici.
Ostacoli e opposizioni interne
La firma, originariamente prevista per lo scorso anno, è stata posticipata a causa delle preoccupazioni relative alla tutela ambientale e della forte opposizione di diversi paesi, tra cui Italia e Francia, che temevano impatti negativi sui rispettivi settori agricoli.
L’UE ha introdotto ulteriori misure di salvaguardia e agevolazioni per gli agricoltori europei, ottenendo infine il benestare del Primo Ministro italiano Giorgia Meloni. Questa posizione ha permesso agli ambasciatori dell’UE di ottenere la maggioranza richiesta, anche senza il consenso della Francia.
Struttura giuridica dell’accordo
L’accordo è costituito da due strumenti giuridici distinti:
1) l’Accordo Commerciale Interinale (iTA), incentrato esclusivamente sulle questioni commerciali. L’iTA entrerà in vigore una volta approvato dal Parlamento europeo e concluso dal Consiglio a maggioranza qualificata.
2) l’Accordo di Partenariato UE-Mercosur (EMPA), che ha una portata molto più ampia. Copre il dialogo politico, la cooperazione, gli investimenti e le disposizioni ambientali, oltre al commercio. La piena attuazione richiede la ratifica da parte di tutti i 27 Stati membri dell’UE, secondo le procedure nazionali, un processo che può richiedere anni. Una volta entrata in vigore, l’EMPA sostituirà l’iTA.
Per attenuare i ritardi, la Commissione europea ha proposto l’applicazione provvisoria di alcune disposizioni dell’EMPA, in particolare le misure politiche e di cooperazione.
Il valore simbolico e geopolitico
Le esportazioni dell’UE verso gli stati del Mercosur hanno registrato una forte crescita fino al 2022, per poi stabilizzarsi intorno ai €55 miliardi nel 2023-2024. L’accordo potrebbe portare a un aumento delle esportazioni europee, poiché l’eliminazione dei dazi le rende più accessibile per i consumatori del Mercosur.
L’intesa – ribattezzata “cars for cows” (auto in cambio di mucche) – contrappone settori economici diversi: l’industria è favorevole, l’agricoltura nettamente contraria. Germania, Spagna e Paesi nordici, con una forte vocazione industriale, spingono per l’accordo che aprirebbe il mercato dell’America Latina alle imprese europee, riducendo i dazi su auto, macchinari, tessile e manifattura.
Sul fronte opposto si schierano Francia, Polonia, Ungheria e Austria, affiancate da ampie componenti del mondo agricolo, preoccupate per un possibile aumento delle importazioni di carne bovina e per l’arrivo di prodotti agricoli a basso costo, proprio mentre Bruxelles valuta un taglio alla spesa agricola.
Per rassicurare i Paesi più critici, la Commissione ha proposto un meccanismo di garanzia che prevede controlli stringenti e la possibilità di bloccare le importazioni in caso di dumping, a tutela delle imprese europee. Misure che però la cordata dei contrari giudica insufficienti: oltre alle salvaguardie, chiedono infatti “clausole speculari” che obblighino i prodotti latinoamericani a rispettare le norme europee sui pesticidi e controlli più severi sulla sicurezza alimentare.
Dato che aumenterà la concorrenza con gli agricoltori del Mercosur, che possono operare a costi inferiori e secondo standard diversi, la Commissione europea ha risposto ai settori europei danneggiati offrendo loro:
- Garanzie che consentirebbero la sospensione dei dazi preferenziali in caso di un calo dei prezzi UE dei prodotti sensibili;
- Un fondo di crisi da €6,3 miliardi per l’agricoltura nel prossimo bilancio dell’UE 2028-2034;
- Il reindirizzamento di €45 miliardi nel prossimo bilancio dell’UE verso le politiche agricole.
I benefici per l’Europa …
…nel settore agroalimentare
I prodotti agroalimentari rappresentano la quota maggiore delle importazioni dell’UE dal Mercosur (€ 24 miliardi nel 2024 ovvero il 43% delle importazioni totali). L’accordo faciliterà la crescita degli scambi commerciali aumentando le quote di importazione e riducendo o eliminando i dazi (attualmente attorno al 28%) su prodotti come carne bovina, pollame e zucchero e barbabietola da zucchero.
D’altra parte, l’accordo offre un migliore accesso al popoloso mercato sudamericano per prodotti di alto valore come formaggi, olio d’oliva, vino e liquori, i cui produttori europei riuscirebbero a diversificare gli sbocchi commerciali in alternativa agli USA.
… nel settore dell’industria automobilistica
Gli attuali dazi arrivano fino al 18% sui ricambi auto e fino al 35% sulle auto.
Il Mercosur è un mercato in crescita per le automobili, a differenza dell’Europa, che per conformazione del territorio e composizione demografica è in grado di assorbire molto: i paesi del Mercosur, infatti, dipendono anche dalle importazioni di auto per soddisfare la domanda interna, nonostante la produzione di Brasile e Argentina.
Nel 2024 i paesi dell’UE (Germania: 70% del totale) hanno esportato autovetture e ricambi per ricavi di €1mld verso il Brasile e complessivamente per ricavi di €5 miliardi verso gli stati membri del Mercosur (Germania: 42% del totale). A titolo di confronto, le esportazioni di automobili verso la Cina ammontavano a €14,5 miliardi.
Fino ad adesso la concorrenza cinese è stata arginata, ma lo scenario competitivo sta rapidamente mutando, con il marchio cinese BYD che detiene ora una quota di mercato del 4% in Brasile, rispetto allo 0% del 2020, e sta aumentando la produzione locale. Fiat detiene una quota di mercato del 21% in Brasile, mentre Volkswagen è al 17%.
… in Italia
L’Italia può trarre benefici significativi dall’accordo, soprattutto nei settori meccanico, siderurgico e farmaceutico. L’Italia importa dal Mercosur principalmente prodotti agricoli (quasi il 50% del totale), mentre l’export italiano era trainato da macchinari (circa 30%), mezzi di trasporto (12%), prodotti chimici (10%) e farmaceutici (9%). Con la progressiva riduzione delle barriere, le imprese italiane potranno consolidare la loro presenza in America Latina, aumentando la competitività sui mercati locali.
Si stima che l’export italiano verso il Mercosur potrebbe crescere del fino al 40%.
A livello di consumo europeo, l’eliminazione dei dazi comporterà un risparmio di circa USD 4 miliardi e avrà effetto gradualmente, con tempistiche che dipenderanno dal prodotto specifico.
Retroscena. Materie prime, un obiettivo chiave
Tuttavia, il vero valore dell’accordo va oltre l’economia del breve termine. Per l’UE, non si tratta solo di commercio, ma di assicurarsi risorse strategiche e controbilanciare la concorrenza globale. Da una prospettiva geopolitica, invia segnali forti agli Stati Uniti e alla Cina: si stanno compiendo sforzi per ridurre la dipendenza commerciale e l’UE sta lavorando attivamente per raggiungere l’autonomia strategica. Lo slancio di questo accordo commerciale dovrebbe essere sfruttato per accelerare i negoziati per altri accordi commerciali, come l’accordo UE-India, che era già prossimo alla conclusione un anno fa: l’accordo con il Mercosur rafforza la credibilità dell’UE come attore commerciale globale e crea una finestra di opportunità per finalizzare accordi rimasti bloccati per anni.
Nell’ambito della transizione energetica si prevede un aumento della domanda da parte dell’UE di batterie al litio (per l’alimentazione di veicoli elettrici e i sistemi di accumulo di energia) di 12 volte entro il 2030, mentre la domanda di terre rare, utilizzate nelle turbine eoliche e nei veicoli elettrici, è destinata ad aumentare da cinque a sei volte nello stesso periodo.
I paesi del Mercosur sono importanti produttori di materie prime essenziali, tra cui litio, niobio, tantalio e grafite naturale: anche l’UE quindi si sta inserendo nella corsa per le materie prime essenziali, nella cornice della strategia di riduzione del rischio nei confronti della Cina, introducendo al contempo un elemento di concorrenza con gli Stati Uniti in America Latina. (g.b.)
A cura di Donau Sviluppo S.r.l. – (Fonti: CNBC, Financial Times, Politico.eu, Seeking Apha, ING research, Sole24ore, CNBCpro, Eurostat, BCE, ispionline.it, assolombarda.it, agrinfo, researchgate.net, Unctad trains database, Trade aspects of EU-Mercosur Association agreement 2021 European Parliament)




