La notizia, di assoluto rilievo, è di qualche settimana fa, ma merita di essere ripresa. Nell’ultimo Consiglio europeo dei Trasporti a Bruxelles, l’Italia ha assunto la guida del fronte mediterraneo nel richiedere con forza una revisione immediata delle politiche ambientali (i famigerati Ets) che rischiano di penalizzare la logistica del Sud Europa.
A fianco dell’Italia, si sono schierate Grecia e Malta, col supporto favorevole di Portogallo e Croazia. Il punto nodale della contestazione riguarda la piena applicazione solo nei porti europei della rigida normativa comunitaria ambientale Ets (con conseguente aggravio dei costi di navigazione) che sta già portando, come effetto indiretto, ad una distorsione dei traffici verso il Nord Africa.
In realtà, l’Europa si attendeva che in sede Imo prevalesse una coscienza ambientale comune con una applicazione complessiva ed uniforme delle regole volte a penalizzare l’uso di carburanti inquinanti da parte dei mezzi di navigazione. Ma, come noto, ciò non è avvenuto, visto che, su forte pressione americana, l’Imo ha deciso il rinvio del voto sul Net Zero Framework a livello mondiale lasciando, di fatto e di diritto, l’Europa isolata con le sue rigide regole ambientali.
Gli armatori, in particolari quelli italiani, sono molto preoccupati della situazione tanto da richiedere misure immediate come la sospensione della Direttiva Ets e l’esenzione per i segmenti più colpiti come le Autostrade del Mare, il transhipment e i collegamenti con le isole maggiori. Questa volta il Governo si è mosso tempestivamente, anche con un’azione di lobby con i vicini paesi costieri mediterranei.
Staremo a vedere se la Commissione europea, analogamente a quanto avvenuto in materia di motori endotermici, formalizzerà tempestivamente un nuovo e più pragmatico approccio sull’applicazione del sistema Ets. (m.z.)