Proposta di integrazione alle norme di cui all’Art.27 BIS commi 3-4-5 del disegno di legge di riforma portuale

L’AIOM lo scorso 20 agosto ha inoltrato alla IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati una proposta di integrazione alle norme contenute nell’articolo 27bis commi 3,4 e 5, del disegno di legge di riforma in materia di governance portuale finalizzata a contenere l’effetto di riduzione delle entrate delle Autorità di sistema portuale che gestiscono porti con importanti flussi di traffico internazionale, per effetto dei prelievi previsti in detto articolo, onde non privare le stesse autorità di importanti risorse utili a controbattere la concorrenza degli altri porti esteri operanti sul medesimo mercato.

In particolare, è stato proposto l’inserimento alla fine del comma 5 dell’ Arrt.27bis del seguente paragrafo:

Per le Autorità di sistema che gestiscono porti classificati nella categoria di porti internazionali ai sensi dell’ Art.4, lett b) della presente legge, gli importi fissati con i criteri di cui al comma 3 saranno ridotti in misura pari alla percentuale di traffico internazionale in transito estero su estero del porto internazionale amministrato, al fine di preservare le condizioni paritetiche di competizione con gli altri porti esteri concorrenti.

L’integrazione proposta fa riferimento alla classifica dei porti internazionali come definita dall’ Art.4, lett. b) della Legge 84/94, prevedendo per questi ultimi una diversa misura di prelievo, con una riduzione proporzionale alla quantità di traffico internazionale dagli stessi gestito, con origine e destinazione diversa dal mercato nazionale, ciò al fine di non privarli di importanti risorse utili a controbattere la concorrenza degli altri porti esteri.

È noto, infatti, che i porti nazionali del versante Ligure sono in diretta competizione sul mercato europeo con i porti francesi e del versante occidentale del Nord Europa (Le Havre, Rotterdam, Anversa) e i porti del versante Nord Adriatico sono in diretta competizione sul mercato del Centro-Est Europa con i vicini porti della Slovenia e della Croazia e in parte anche con i porti del Nord Europa-versante Orientale (Amburgo, Brema, Wilhelmshaven).

Appare infatti opportuno e strategico, non privare i porti che competono sul mercato estero di importanti risorse da impiegare nello sviluppo e nel potenziamento delle capacità operative dei rispettivi terminal, finalità che possono certamente essere meglio gestite dalle singole Autorità di Sistema con la necessaria flessibilità, rispetto ad un meccanismo di gestione centralizzato nella costituenda società Porti d’Italia S.p.A., che ovviamente si troverà a mediare gli interventi con una probabile e prioritaria attenzione all’andamento dei flussi dell’interscambio via mare con origine e destinazione al mercato nazionale.